2 luglio 2014

Il Sole

Ciao a tutti!! Oggi vi parlo del sole, che compare spessissimo nei disegni infantili. Esso è il simbolo del padre, dunque:
  • Quando i rapporti tra padre e figlio sono buoni, questa immagine brilla nella sua interezza; se i rapporti non sono buoni, il sole scompare dietro ad una montagna, oppure ne compare una pallida fetta all'orizzonte.
  • Se il sole è collocato in alto a destra del foglio significa che il bimbo ha un ottimo rapporto con il papà. Viceversa, se il disegno è collocato a sinistra esprime delle difficoltà.
  • Anche la dimensione e i colori ci danno delle indicazioni: un sole grande e colorato con colori vivaci indica un padre presente. Attenzione però: se è molto grande o molto colorato può indicare un padre troppo apprensivo. Se, invece, è piccolo e colorato con colori tenui indica un padre poco presente. 
Altre immagini collegate ad esso sono:
  • le nuvole: rappresentano inquietudine e tristezza. Se sono grandi e colorate di nero simboleggiano una forma di oppressione da parte di una figura autoritaria, che procura ansia al bambino. Se sono vuote, denotano il desiderio di colmare un vuoto affettivo. Se coprono il sole indicano nostalgia e malinconia verso il papà. Se insieme alle nuvole troviamo la pioggia siamo di fronte a un bambino triste, che fa fatica a superare i suoi piccoli “dispiaceri”.
     
  • il cielo: rappresenta la volta protettiva. Il bambino si sente protetto.
     
  • le montagne: se sono arrotondate rappresentano il seno materno, l’accoglienza, la protezione. Il bambino si sente molto protetto dalla mamma, ma a volte questa forma di iper protezione  può sconfinare in ricatto affettivo. Se sono appuntite, invece, il bambino ha paura di trovare ostacoli nell’affrontare il mondo e la vita.
Spero che il post vi sia stato utile!
A presto!!

20 giugno 2014

L'Albero

Ciao a tutti!! Nel post precedente vi ho parlato del test della famiglia di animali, ora vi parlerò, invece, del test dell'albero, che è il simbolo del Sé, cioè di quell’energia che investe l’intera persona e ne rivela la vera essenza. Prendiamo, dunque, un disegno del nostro bambino sull'albero e analizziamolo:
  • Albero piccolo: rivela un bambino timido e introverso.
  • Albero grande: denota un individuo pieno di entusiasmo e aperto verso l’esterno.
  • Albero disegnato in alto: tipico di un bambino molto fantasioso, quasi un sognatore.
  • Albero disegnato al centro: sintomo di comportamenti ancora egocentrici, caratterizzati dal bisogno di sentirsi continuamente al centro dell’attenzione.
  • Albero disegnato in basso: tipico dei disegni di bambini più piccoli. Denota una certa insicurezza e un bisogno di protezione.
  • Albero con radici: rivela un forte attaccamento del bambino alla famiglia, in particolar modo alla madre, la sua linfa vitale. Questo rapporto emotivo stabile gli permette di affrontare al meglio le difficoltà.
  • Albero senza radici: manca il rapporto saldo della terra, la linfa vitale (la madre), quindi si tratta di un bambino insicuro ed emotivamente instabile.
  • Albero con nido sul tronco: anche questo è un simbolo di forte legame con la figura materna. Il bambino ha bisogno di sentirsi seguito per potersi esprimere al meglio.
  • Albero con la frutta attaccata ai rami: rivela un bambino molto generoso, estroverso, ricco di bei sentimenti, pronto a dare ed aiutare in cambio di affetto.
  • Albero con frutta sospesa nella chioma: in questo caso si tratta, invece, di un individuo insicuro, forse anche malinconico.
  • Albero con fiori e funghi alla base del tronco: la sensibilità è la caratteristica principale di questi bambini che instaurano, di solito, un rapporto armonioso con la famiglia e con la natura.
  • Albero con fiori e farfalle: elementi presenti maggiormente nei disegni delle bambine. Denotano un forte senso estetico e una buona dose di romanticismo.
  • Albero con rami lungo il tronco: più spesso disegnati dai bambini, sono il simbolo della crescita e dello sviluppo della sessualità.
  • Albero con foglie cadenti: le foglie che cadono esprimono malinconia, il bambino che le disegna ha, probabilmente, un carattere molto sensibile; è un soggetto timido che sente il bisogno di essere continuamente rassicurato.
  • Albero con foglie singole sui rami: esprimono un carattere attivo, intraprendente, con tanta voglia di fare.
  • Albero con sole vicino: il sole rappresenta simbolicamente la figura paterna. Quando è presente vicino all’albero potrebbe esprimere il bisogno di maggiori attenzioni da parte del padre.
Anche la scelta del tipo di albero ha un significato ben preciso, soprattutto quando si tratta di alberi poco comuni:
  • Abete: simbolo della festa natalizia, esprime un forte attaccamento del bambino alla famiglia e alle sue tradizioni. Denota un bisogno di protezione, ma anche un grande affetto e una forte generosità. Questi bambini amano giocare da soli e, di fronte alle difficoltà, tendono a scoraggiarsi facilmente.
  • Cipresso: si tratta di un bambino timido e riservato, con uno spiccato senso del bello.
  • Salice piangente: esprime un carattere molto determinato, non disposto a farsi sottomettere e con la voglia di emergere in ogni situazione. 
Spero che il post vi sia piaciuto!
A presto!!

13 giugno 2014

Gli Animali

Ciao a tutti!! Ecco il nuovo post di oggi: il disegno degli animali. Vorrei parlarvi, a proposito di questo tema, del test della famiglia di animali, con il quale si chiede ai bambini d'immaginare e disegnare i componenti della propria famiglia sotto forma di animali. Con questo test si possono individuare aspetti caratteriali e stati emotivi del bambino. Egli ha la possibilità di proiettare sugli animali ciò che non ha il coraggio di comunicare riguardo al rapporto con i propri genitori. Si tratta, pertanto, di un test utile ma al contempo di difficile interpretazione. Al di là di ciò, gli esperti hanno associato precisi significati agli animali più comunemente disegnati dai bambini:
  • animali feroci (lupo, leone, tigre, ecc): i bambini che li disegnano hanno un carattere impulsivo, orgoglioso, autonomo, forte e sono in grado di utilizzare la propria aggressività per superare ostacoli. Disegnando bestie feroci o mostruose, il bambino può anche voler trasmettere uno stato d’ansia e di preoccupazione o una paura nascosta.
  • cane: i bambini che lo disegnano dimostrano un carattere bonario, empatico, generoso e bisognoso di creare legami affettivi.
  • coniglio: suggerisce timidezza, bisogno di protezione e tenerezza.
  • drago: simboleggia potenza e il bambino che lo disegna dimostra una gran capacità intellettiva e un temperamento forte, intuitivo.
  • gatto: il bambino che lo disegna ha come caratteristiche fondamentali la gentilezza, la furbizia e la capacità d'ispirare fiducia nei coetanei.
  • pesci: sono animali muti che vivono nell'acqua, in un'altra “dimensione”. Se i genitori sono raffigurati in questo modo è possibile che vi siano problemi di incomunicabilità.
  • ragno: ha una valenza negativa a causa del suo morso velenoso. Se la madre viene disegnata come un ragno vi può essere una situazione conflittuale madre/figlio.
  • scimmia: suggerisce un'intelligenza astuta,innocente, giocosa e una vivacità sfrenata. Se viene disegnato un gorilla, oltre alle precedenti caratteristiche, occorre valutare la presenza di una componente di aggressività.
  • serpente: simbolo della sessualità, il serpente è un animale in grado di cambiar pelle. Il bambino che lo disegna sta probabilmente attraversando una fase di cambiamento, di crescita. A livello caratteriale il bambino risulta essere un tipo cauto, meditativo, che difficilmente manifesta i propri sentimenti.
  • uccellini: indicano il bisogno dei bambini di essere accarezzati e coccolati, ma anche un senso di benessere e tranquillità interiore, soprattutto se sono molto colorati.
Come per i post precedenti, vi invito a scrivermi in un commento le vostre opinioni a riguardo ed eventuali dubbi.
A presto!!

7 giugno 2014

La Famiglia

Ciao a tutti!! Eccomi con un altro post, questa volta dedicato non più alla rappresentazione della singola persona, ma della famiglia. Chi, infatti, da piccolo non ha mai fatto un disegno su di essa?? Vediamo dunque di analizzarne i punti principali, magari andando a ripescare qualche nostro disegno di quando eravamo piccini.
Prima di tutto è importante dire che ogni bambino ha un suo modo di vivere i rapporti con i membri della famiglia; ciò dipende dal suo temperamento, dal sesso e dalla posizione che occupa all'interno della gerarchia familiare. Facendo un disegno su di essa tutti questi aspetti emergono in maniera rilevante; per esempio, generalmente, se una famiglia è affiatata i componenti sono rappresentati mentre svolgono insieme un'attività comune o si tengono per mano. 
  • Il bambino disegna sé stesso vicino al personaggio con cui si sente più a suo agio o che ama di più. Se, al contrario, un bambino pensa che la sorella sia più amata dai genitori, disegna la bambina in mezzo alla coppia e colloca sé stesso in un'altra parte del foglio lontano dal gruppo. 
  • Quando un bambino si sente completamente isolato dagli altri membri della famiglia, li separa in vario modo: collocandoli ognuno in una stanza diversa, separandoli con linee verticali o orizzontali, o altri elementi come alberi, steccati, ecc.
  • Il personaggio valorizzato è spesso il primo ad essere disegnato, perché è il primo a cui il bambino pensa e su cui concentra la sua attenzione. Le dimensioni del personaggio principale sono quasi sempre superiori a quelle degli altri; è anche il più curato nei dettagli ed ha più accessori di prestigio. Può essere di profilo o in movimento, mentre gli altri sono di fronte e statici.
  • Quando uno dei fratelli non è rappresentato, si può dedurre che l'autore del disegno si augura, consciamente o inconsciamente, che non faccia parte della famiglia.
  • Quando un personaggio è svalutato, viene disegnato per ultimo, più piccolo, oppure fuori dal gruppo, in posizione statica e con un numero limitato di dettagli. Un altro modo per svalutare un personaggio è quello di cancellarlo dopo averlo disegnato. La cancellatura è anche indice di conflitto. 
  • Ci può anche essere un personaggio aggiunto: in questo il bambino realizza a livello immaginario quelle aspirazioni che lui stesso non riesce, o non osa realizzare. A volte è un adulto che compie qualche importante impresa, altre volte è un neonato in braccio alla madre. Il personaggio aggiunto può anche essere un animale, argomento di cui tratterò nel prossimo post.
Spero che il post vi sia piaciuto e scrivete pure in un commento le vostre considerazioni, pareri o domande.
A presto!!

29 maggio 2014

La Figura Umana

Ciao a tutti!! Oggi vorrei cominciare a entrare nello specifico delle caratteristiche dei disegni dei nostri bambini analizzando la rappresentazione della figura umana. Essa viene interpretata come la percezione che il bambino ha del suo corpo e dei desideri ad esso relativi. 
Se l'omino è armonioso, allora il soggetto presenterà un buon adattamento; se, invece, è di dimensioni ridotte o situato sul fondo o nell'angolo del foglio, allora significa che il bambino si sente inferiore agli altri. Al contrario, un omino esageratamente grande è sinonimo di alta autostima o di tendenze paranoidi. Un bambino con delle malformazioni fisiche, invece, tenderà a mettere in evidenza quella parte del corpo "curandola". L'accentuazione, infatti, di una determinata area del corpo è spia di un "bisogno di.." e, dunque, compensazione.
Ma vediamo nel dettaglio le singole aree del corpo:

TESTA
  • Testa esageratamente grande = Io debole, fantasia ansiosa, grossi sensi di inferiorità.
  • Testa molto piccola = pensieri angosciosi che tentano di reprimere con forza.
  • Tratti facciali omessi = isolamento e rifiuto di partecipazione sociale
  • Tratti facciali curati eccessivamente = percezione negativa di se stessi, scarsa autostima e poca fiducia in sé, bisogno di essere più presente nelle relazioni sociali, di simulare, di fingere di essere ciò che non si è.
BOCCA
  • omessa o disegnata con una linea breve, semplice, con labbra serrate: segno di repressione. 
  • linea curva rivolta verso l’alto: desiderio di essere approvato e gratificato.
BARBA E CAPELLI 
  •  desiderio di apparire socialmente energico, dotato di iniziativa e capace di assumersi responsabilità.
OCCHI 
  • I paranoici disegnano occhi grandi, per cui un bambino sorvegliato, criticato, disegna occhi grandi, minacciosi, con aspetto terrifico. 
  • occhi vuoti senza pupilla o appena accennata: immaturità emotiva, dipendenza, egocentrismo. 
  • occhi chiusi: soggetti narcisistici, chiusi nel proprio mondo, centrati sul proprio Io
  • occhi piccoli, magari con un solo puntino: bambini che non vogliono vedere, che vogliono aprirsi il meno possibile alla realtà.
  • ciglia: significato di attrattiva sociale.
 NASO 
  •  sola presenza delle narici: aggressività accentuata, così come quando sono sottolineate.
COLLO
  • Collo lungo sottile= rigidità, specie in soggetti con difficoltà nella gestione dei propri impulsi
  • Collo corto = bambini impulsivi, di umore nero.
BRACCIA
  • Braccia assenti =  ritrazione del soggetto da un ambiente frustrante, timidezza, passività, immaturità.
  • Braccia lunghe = efficienza, capacità, aggressività nel contatto con l’ambiente, che non spaventa, ma stimola l’ambizione, il desiderio di acquisire meriti, di contattare gli altri
  • Braccia corte = carenza di energia nella lotta contro le difficoltà, riservatezza eccessiva, scarsa autostima, ripiego in se stesso e paura del confronto. Può trattarsi di un bambino che cerca di comportarsi bene per le pressioni educative
  • Braccia fissate al corpo = segno di rigidità, passività.
  • Braccia molto estese e incrociate sul petto o terminanti col pugno chiuso= atteggiamento di chi attende con sospetto ed ostilità
  • Braccia mozze = grosse turbe psicologiche o presenza di handicap
MANI
  • nascoste nelle tasche o dietro la schiena = sensi di colpa generali
  • omesse = senso di inadeguatezza sociale, scarsa o assente fiducia nelle proprie attività
  • ombreggiate o guantate = aggressività ansiosa e repressa
  • esageratamente grosse = tendenze aggressive se si tratta di un autoritratto; se appartengono ad una figura significativa indicano aggressività subita o temuta. Possono anche indicare una condotta compensatoria per un senso di inadeguatezza nelle relazioni interpersonali
GAMBE
  • omesse = soggetti depressi, chiusi, introversi, incapaci di muoversi in qualsiasi direzione dell’ambiente perché spaventati, intimoriti, quindi in fuga verso un mondo personale egocentrico
  • in posizione di attenti = tensione,rigidità
  • incrociate = unite, ombreggiate, accentuate sopra le ginocchia, indicano conflitti di natura sessuale
  • troppo lunghe = forte desiderio di autonomia
  • troppo corte = immobilismo psicofisico
PIEDI
  • omessi = dopo 7/8 anni, carenza di fiducia in se stessi, smarrimento, mancanza di stabilità, dipendenza da qualcuno o da qualcosa
  • orientati in direzione opposta = sentimenti fortemente ambivalenti
  • troppo piccoli = dipendenza, passività, bisogno di evidenziare la propria femminilità (nelle donne)
  • troppo grandi = espressione del bisogno di maggiore sicurezza, o necessità di sottolineare la propria virilità (nei maschi)
TRONCO
  • tronco esile = scontentezza del proprio corpo e del suo richiamo sessuale
  • troppo piccolo = tentativo di negare i propri impulsi e bisogni, sentimenti di inferiorità
  • molto voluminoso = bisogno di sentirsi capace, forte, sicuro e di fronteggiare la realtà sociale.
  • diviso da una cinta o altro= separazione tra impulsi sessuali ed il loro controllo oppure, non integrazione tra sessualità ed affettività
  • con seni = è indizio di bisogni orali. Se i seni sono molto grossi, dipendenza materna, fissazione o regressione allo stato orale, oppure precocità sessuale.
Spero che il mio post vi possa essere utile!
A presto!!

19 maggio 2014

Le fasi di sviluppo del disegno infantile

Ciao a tutti!! Oggi vorrei vedere assieme a voi le varie fasi di sviluppo del disegno del bambino:
  • 18-20 mesi: lo sfogo: primi segni grafici del bambino; gli scarabocchi prodotti sono una pura espressione emotiva, senza un controllo volontario del segno grafico. Il bimbo supera i bordi del foglio.
  • 2 anni: il piacere del movimento: il bambino comincia ad acquisire una certa consapevolezza e intenzionalità nei movimenti grafici (dovute alla maturazione motoria). Presenza di segni circolari e ad angolo. Se gli si presenta un foglio diviso a metà sa completare la figura con gli scarabocchi tipici dell'età.
  • 3 anni: intenzionalità rappresentativa: il bambino dà un nome allo scarabocchio, attribuendogli, così, un significato ed esprimendo sensazioni interne. Inizio di rappresentazioni riguardanti il sole e la casa. Inoltre, vi è un incremento di tracciati verticali, simbolo di una maggiore coscienza di sè.
  • 4 anni: fase figurativa: gli scarabocchi diventano disegni comprensibili anche dall'adulto. Prime figure umane molto schematiche: un cerchio (testa) e delle linee (braccia e gambe). Successivamente faranno la loro comparsa gli occhi, la bocca e il naso. Il volto è, infatti, la parte fisica che concentra per prima l'attenzione del bambino. Alla fine del quarto anno compaiono il tronco e l'ombelico.
  • 5 anni: l'omino è rappresentato quasi sempre in piedi ed è sempre più completo: ha occhi con le pupille, bocca, naso, tronco (che si è allungato ed è più ampio della testa), braccia, gambe, orecchie (spesso sovradimensionate) e qualche vestito. Il bambino in quest'età disegna molto spesso non quello che vede, ma quello che sa delle cose, ispirandosi ad un modello interno, omettendo elementi importanti per gli adulti o evidenziandone altri apparentemente irrilevanti (realismo intellettuale).
  • 6 anni: l'omino ora ha anche un collo, due mani e l'altezza è circa 4 volte la larghezza. L'attenzione del bambino si dirige ora anche verso il paesaggio.
Queste, ovviamente, sono delle linee generali e, se un bambino si discosta da esse, non si deve subito giungere alle peggiori ipotesi e ricorrere all'intervento di uno psicologo; questa, infatti, deve essere l'ultimissima spiaggia!!
A presto con altri post!

3 maggio 2014

Ho disegnato la guerra


Ciao a tutti!! Oggi vorrei presentarvi la mia fonte di ispirazione per questo blog: il libro "Ho disegnato la guerra. I disegni dei bambini dalla Prima guerra mondiale a Desert Storm" di Alfred e Françoise Brauner. 



I due autori hanno salvato molti bambini dalle guerre e dai campi di concentramento e hanno lavorato con loro nei centri di accoglienza. La loro sensibilità per la dimensione psicologica infantile emerge sin da subito con poche ma efficaci parole: "I disegni dei bambini devono servire come arma contro la follia della guerra. Ma non basta guardarli di sfuggita. Visti da vicino, rivelano tutte le sofferenze di ieri, di oggi e di domani". Una delle idee di base del libro è, infatti, che i bambini di oggi saranno gli adulti di domani, quindi, se abbiamo a cuore le sorti del futuro dell'umanità, dovremmo cercare di occuparci di loro nel miglior modo possibile, cosicchè a loro volta possano fare altrettanto con le generazioni future. 
In questo libro vengono analizzati i disegni dei bambini vittime di un contesto di guerra per cercare di comprendere come essi vivessero la situazione in cui erano inseriti; molto spesso, infatti, essi non erano in grado di descrivere a parole ciò che provavano e trovavano nel disegno una forma di espressione e sfogo. E cos'è questo se non lo stesso principio base della produzione artistica?? Per questo motivo, i nostri due autori dedicano alcune pagine all'idea del bambino come artista, confrontando anche un quadro del famoso pittore spagnolo Goya con un disegno di un fanciullo. Le analogie sono strabilianti. 
Ne consiglio la lettura, che tra l'altro è molto agevole, in quanto è un libro molto toccante, che non lascia di sicuro indifferenti e apre gli occhi.
Se qualcuno ha letto il libro o lo leggerà dopo la mia breve e inevitabilmente riduttiva presentazione me lo faccia sapere nei commenti che sono super graditi! A presto!!!!